sabato 1 agosto 2026

L atomica su Hiroshima : le due versioni.

Siamo a bordo dell’Enola Gay. L'aria nell'abitacolo è fredda, tesa, impregnata dell'odore di olio di motore, metallo e del fumo delle mie sigarette. Il rombo dei quattro motori B-29 è l'unico suono costante.

1 Ora dal Bersaglio (Ore 07:15)

Quota: 31.000 piedi. Il sole è già alto sopra l'Oceano Pacifico. Nessuna nuvola significativa all'orizzonte.

Io (Tibbets): (Aggiustando il microfono del laringofono) "A tutti i membri dell'equipaggio, parla il comandante. Siamo a un'ora da Hiroshima. Orologi a rapporto. Ferebee, come sono i calcoli?"

Tom Ferebee (Bombardiere): "Precisi, Paul. Il vento ci spinge leggermente a est, ma ho ricalibrato il puntatore bombsight Norden. Se il meteo tiene, il punto di sgancio sarà perfetto."

Theodore "Dutch" Van Kirk (Navigatore): "Confermo. Il radar d'impostazione ci dà perfettamente in rotta. Niente caccia nemici in vista, niente contraerea per ora. Sembra una giornata di volo turistico... se non fosse per quello che ci portiamo sotto la pancia."

Io: "Mantenete gli occhi aperti. Caron, dalla torretta di coda, segnala qualsiasi ombra. E ricordatevi tutti: appena Tom dice 'sgancio', indossate immediatamente gli occhiali protettivi con le lenti Polarized. Non scherzo. Se guardate la luce senza quelli, sarete ciechi prima di poter virare verso casa."

Wyatt Duzenbury (Ingegnere di volo): "Motori a regime, Paul. Consumo di carburante ottimale. Little Boy è armato e stabile."

Io: "Bene. Calma e concentrazione. Stiamo per cambiare la storia."

Il Momento dello Sgancio e lo Scoppio (Ore 08:15)

L'Enola Gay sorvola Hiroshima. Il cielo è limpido.

Ferebee: "Ho il bersaglio. Il ponte ad Aioi è perfettamente al centro del mirino... Un minuto allo sgancio. Controllo finale..."

Io: "Aereo a te, Tom. Mantieni la rotta."

(Un silenzio irreale avvolge l'interfono, spezzato solo dal bip elettronico del segnale di sgancio).

Ferebee: "Sganciata! La bomba è andata!"

Io: (Virata d'emergenza a 155 gradi, barra a sinistra, motori al massimo) "Tutti giù! Occhiali su, ORA!"

(L'aereo scende per guadagnare velocità e allontanarsi. Passano 43 lunghissimi secondi. Poi, un lampo indescrivibile, accecante, penetra persino attraverso le lenti scure e le palpebre chiuse. Pochi istanti dopo, la prima onda d'urto colpisce il B-29 con la forza di una cannonata).

Duzenbury: "Ci hanno colpiti?!"

Io: "No, è l'onda d'urto! Tenetevi! Ne arriva un'altra!"

(La seconda onda d'urto scuote la struttura del velivolo, poi l'aereo si stabilizza).

Bob Caron (Mitragliere di coda): "Mio Dio... Paul, devi vedere questo dal retro..."

Subito dopo lo Scoppio (Ore 08:17)

L'Enola Gay vira per osservare la città.

Io: "Caron, cosa vedi? Descrivi."

Caron: "È... è l'inferno, comandante. Una colonna di fumo nero e viola sta salendo a una velocità pazzesca. In cima c'è un fungo gigantesco, bianco e rosso. La città... Hiroshima non c'è più. È coperta da una massa di detriti bollenti che sembra lava."

Van Kirk: (Sottovoce) "Guardate là sotto... Non si vede più neanche la linea della costa."

Robert Lewis (Co-pilota): (Sospirando tremante nell'interfono) "Dio mio... cosa abbiamo fatto?"

Io: (Guardando fuori dal finestrino lateralmente, mantenendo la voce ferma ma con lo sguardo fisso sull'orizzonte) "Abbiamo fatto il nostro dovere, Bob. Abbiamo fatto il nostro dovere per porre fine a questa guerra. Duzenbury, dammi rotta per Tinian. Riportiamo tutti a casa."

Il Volo di Rientro (Ore 09:00 - 13:00)

L'Enola Gay si lascia alle spalle la colonna di fumo. L'abitacolo torna piatto, dominato solo dal rombo metallico dei motori. Il silenzio nell'interfono è denso.

Robert Lewis (Co-pilota): (Aggiustandosi la cuffia, la voce ancora tremante) "Paul... continuare a guardare quella roba dietro di noi mi sta facendo uscire di testa. Era più alta di noi. Centinaia di metri più alta di noi."

Io (Tibbets): "Resta sui comandi, Bob. Controlla l'assetto. Van Kirk, dammi la rotta stimata e il punto di ricongiungimento con gli altri B-29."

Theodore "Dutch" Van Kirk (Navigatore): "Punto di rientro in rotta. Siamo in orario perfetto... Ma non riesco a togliermelo dalla testa, Paul. Non c'era contraerea, non c'erano caccia. In tre secondi abbiamo cancellato un'intera mappa. Il lavoro del mio radar ora è inutile su Hiroshima."

Tom Ferebee (Bombardiere): (Infilandosi le mani nelle tasche del giubbotto da volo) "Avevo il ponte ad Aioi perfettamente al centro della croce. L'ho visto scomparire prima ancora di sentire l'urto. Non riesco a capire se abbiamo appena risparmiato un milione di vite di soldati o se abbiamo appena aperto le porte dell'inferno."

Io: "Ascoltatemi tutti. Capisco cosa provate. Abbiamo visto qualcosa che nessun essere umano ha mai visto prima. Ma ricordatevi dove eravamo tre settimane fa: ci stavamo preparando per un'invasione del Giappone terra per terra, baionetta contro baionetta. Sarebbero morti a decine di migliaia, compresi noi. Quello che è successo là sotto farà finire la guerra. Deve farla finire."

Bob Caron (Mitragliere di coda): (Dalla torretta) "Paul, se devo essere sincero... io sono solo felice di essere intero. Quando l'onda d'urto ci ha presi, ho pensato che la coda si fosse staccata. Non importa cosa c'era là sotto: stiamo tornando a casa."

Wyatt Duzenbury (Ingegnere di volo): "I motori rispondono bene. Il consumo è costante. L'aereo sta volando come se non fosse successo niente... ed è la cosa che mi fa più effetto."

L'Atterraggio a Tinian (Ore 14:58)

Il profilo dell'isola di Tinian e le sue lunghe piste appariscenti emergono dal blu del Pacifico. La radio di bordo gracchia continuativamente: la base sa già che la missione è riuscita.

Io: "Tinian, qui Enola Gay. In avvicinamento per atterraggio finale sulla pista Nord."

Torre di Controllo Tinian: "Ricevuto Enola Gay. Siete autorizzati all'atterraggio. Il generale Spaatz e tutto il comando vi stanno aspettando."

Io: "Flap a 20, Duzenbury. Bob, aiutami con il carrello."

Lewis: "Carrello giù e bloccato. Spia verde."

(Il B-29 scende di quota, sfiorando le palme vicino alla costa. Le ruote toccano l'asfalto con un fischio acuto e una strisciata di fumo nero. Il naso dell'aereo si abbassa, rallentiamo fino al raccordo di rullaggio).

Io: "Freni leggeri... Bene. Motori al minimo."

(Attorno alla piazzola di sosta c'è una folla indescrivibile: centinaia di avieri, ufficiali, fotografi e cineoperatori. L'elica del motore numero quattro si ferma con un ultimo scatto).

Lewis: (Staccando le cuffie) "Guardali là fuori... Sembra che abbiamo vinto una partita di football."

Io: "Spegnete tutto. Sistemate le dotazioni. E quando si apre quel portellone, testa alta. Siamo soldati e abbiamo eseguito l'ordine che cambierà il mondo."

(Apro il finestrino dell'abitacolo. L'aria calda e umida dell'isola entra di colpo, mischiandosi all'odore di sigaretta. Sotto la carlinga, il generale Spaatz è già pronto a spillarmi sul petto la Distinguished Service Cross).

Sul Piazzale: La Medaglia (Ore 15:15)

L'aria calda e umida di Tinian accoglie l'equipaggio appena usciamo dal portellone. Il rumore dei motori spenti lasciò il posto a un brusio frenetico. C'erano centinaia di persone, flash di macchine fotografiche che balenavano sotto il sole accecante e cineprese a manovella che ronzavano.

Il Generale Carl "Tooey" Spaatz, comandante delle forze aeree strategiche, si fece avanti. Aveva un'espressione severa, ma negli occhi gli si leggeva una tensione enorme che si scioglieva.

Generale Spaatz: "Colonnello Tibbets."

Io (Tibbets): (Attento a terra, portando la mano alla bustina con un saluto militare impeccabile) "Signore. Missione compiuta. Il bersaglio primario è stato colpito."

Spaatz: "Lo so, Paul. Abbiamo visto i primi rilievi fotografici del ricognitore. Un lavoro straordinario."

Spaatz tira fuori dalla scatola di velluto la Distinguished Service Cross. Senza troppi discorsi formali, me la appunta sul petto della divisa ancora sgualcita dal volo.

Spaatz: "A nome del Presidente e degli Stati Uniti d'America, Tibbets. Hai portato a termine la missione più importante della storia dell'aviazione."

Io: "Grazie, generale. Ma il merito va a ogni singolo uomo di questo B-29. Hanno fatto un lavoro impeccabile."

Bob Lewis (Co-pilota): (Sottovoce a Ferebee, mentre i fotografi continuano a scattare) "Guarda quanti ottoni. Non hanno neanche aspettato che ci lavassimo la faccia."

Tom Ferebee (Bombardiere): "Mettiti in posa, Bob. Questa foto finirà sui giornali di tutto il mondo prima di stasera."

Nella Sala Debriefing (Ore 16:00)

Una stanza di legno e lamiera, soffocante e piena di fumo di sigaretta. Un grande tavolo al centro con mappe dettagliate del Giappone, registratori audio, blocchi per appunti e bicchieri d'acqua. Gli ufficiali d'intelligence del Progetto Manhattan e dell'Aeronautica ci circondano.

Ufficiale d'Intelligence (Maggiore): "Sedetevi pure, signori. Versatevi da bere. Ora abbiamo bisogno di ogni dettaglio, dal momento del decollo all'impatto. Colonnello Tibbets, iniziamo dalla rotta di avvicinamento."

Io: "Avvicinamento perfetto. Nessun caccia nemico intercettato. La meteo fornita dal B-29 di ricognizione Straight Flush dava visibilità totale su Hiroshima. Ho dato il controllo del velivolo a Ferebee a circa tre minuti dal punto di sgancio."

Ufficiale d'Intelligence: "Capitano Ferebee, puntamento?"

Ferebee: "Trasparente, maggiore. Il ponte ad Aioi era visibile a occhio nudo. Ho inserito i dati nel Norden. Sgancio automatico a 31.000 piedi. Nessun scarto di rotta. La bomba è caduta esattamente dove doveva."

Ufficiale d'Intelligence: "E l'esplosione? Quanto tempo dopo la caduta?"

Theodore "Dutch" Van Kirk (Navigatore): "Cronometrato: 43 secondi esatti. Eravamo già in fase di manovra evasiva."

Ufficiale d'Intelligence: "Descrivete l'impatto sull'aereo. L'onda d'urto?"

Io: "Abbiamo effettuato una virata stretta di 155 gradi a destra, buttando giù il muso per guadagnare velocità. Quando l'onda d'urto ci ha raggiunti, eravamo a circa nove miglia dal punto zero. La sensazione è stata quella di essere colpiti da un proietto di contraerea da 88mm da brevissima distanza. Il secondo colpo è stato più leggero, il riflesso dell'onda sul terreno."

Wyatt Duzenbury (Ingegnere di volo): "La struttura dell'aereo ha retto benissimo. I comandi hanno risposto subito, la pressione dell'olio e dei motori è rimasta stabile."

Ufficiale d'Intelligence: "E visivamente? Cosa avete osservato dalla torretta di coda?"

Bob Caron (Mitragliere di coda): (Prende un sorso d'acqua, la mano gli trema leggermente) "Un lampo... la luce era accecante anche con gli occhiali da saldatore. Poi un fungo. Una massa di fumo viola e grigio con un cuore rosso brillante. Sembrava una cosa viva, maggiore. Ribolliva. Sotto non c'era più la città. Solo una coltre nera, come una pentola di catrame bollente. Non c'erano edifici, non c'erano strade. Niente."

(Nella stanza cala un silenzio pesante. Gli ufficiali d'intelligence prendono appunti freneticamente).

Ufficiale d'Intelligence: "Colonnello, secondo lei la città è stata distrutta?"

Io: (Guardando dritto negli occhi l'ufficiale) "Maggiore, Hiroshima è cessata di esistere come bersaglio militare o urbano. Se volete la mia opinione... abbiamo appena mostrato al Giappone una forza che rende assurdo continuare questa guerra."

Ufficiale d'Intelligence: "Grazie, colonnello. Il debriefing primario è terminato. Andate a riposare, vi vogliamo pronti. Il lavoro qui non è ancora finito."


Cosa sarebbe successo se qualcosa fosse andato storto : la bomba non si sgancia! 


Il Momento del Puntamento (Ore 08:14)

Siamo sopra Hiroshima. Il cielo è di un azzurro limpido. L'aria in cabina è gelida, dominata dal sibilo dell'altimetro e dal ritmo costante dei quattro motori.

Tom Ferebee (Bombardiere): "Ho il bersaglio. Il ponte ad Aioi è centrato nel mirino. Vento costante... Un minuto allo sgancio."

Io (Tibbets): "Aereo a te, Tom. Mantieni la rotta. Equipaggio, occhiali pronti."

(L'interfono tace. Si sente solo il bip prolungato del segnale automatico del puntatore Norden. Mancano dieci secondi... cinque... tre... due... un secondo).

(Il bip tace. Il consueto e violento sbalzo verso l'alto dell'aereo — che dovrebbe alleggerirsi all'istante di oltre 4.000 chili — non arriva).

Ferebee: (Voce tesa, improvvisamente acuta) "Paul! Non si è sganciata! Little Boy è ancora sotto!"

Io: "Come sarebbe a dire non si è sganciata?! Ferebee, forza lo sgancio manuale! ORA!"

Ferebee: (Rumore di metallo e leve azionate con foga) "Sto tirando la leva di emergenza... Niente! È piantata! Il solenoide elettrico non ha sbloccato il gancio principale! La bomba è ancora appesa al pilone!"

Panico a Bordo (Ore 08:15:30)

Il B-29 sorvola il centro di Hiroshima con la bomba atomica armata e innescata nel vano carichi, senza essere virato d'emergenza.

Theodore "Dutch" Van Kirk (Navigatore): "Paul, siamo esattamente sopra il punto zero! Se il radar d'altitudine della bomba si attiva per errore o se c'è un corto circuito..."

Robert Lewis (Co-pilota): (Gridando) "Viriamo! Paul, viriamo subito! Non possiamo restare sulla traiettoria lineare senza averla sganciata!"

Wyatt Duzenbury (Ingegnere di volo): "Comandante, le spie del vano bombe mostrano un'anomalia! Il circuito di innesco barometrico della bomba si è attivato con la pressione di quota! Se non stacchiamo la corrente, i sensori di bordo della bomba crederanno che stiamo cadendo e..."

Io: "Silenzio sull'interfono! Calma, per Dio!"

(Stringo la cloche, mantenendo la voce ferma come la pietra, pur con il cuore che batte a mille).

Io: "Lewis, aiutami a virare leggermente a sud, usciamo dal centro abitato ma senza scossoni. Duzenbury, isola immediatamente la linea elettrica principale del vano bombe per evitare che mandi impulsi di innesco a Little Boy."

Duzenbury: "Interruttori d'emergenza staccati! Ma la bomba è armata con la carica di cordite interna, Paul! Se subiamo una scossa forte o un colpo di contraerea, rischiamo di farla saltare con noi dentro!"

L'Intervento nel vano Bombe (Ore 08:18)

Incrociamo la rotta verso il mare aperto. L'aereo trema per una leggera turbolenza. Nel vano carichi, stivati a quota 30.000 piedi, la temperatura è bassissima.

Io: "Jeppson! Parsons! Siete nel vano bombe?"

Lt. Morris Jeppson (Specialista delle armi): (Dalla radio, la voce spezzata dal freddo e dal vento) "Siamo qui, Paul. Il gancio di ritenuta si è incastrato meccanicamente. L'attuatore elettrico si è fuso a causa di uno sbalzo di tensione."

Cap. William Parsons (Esperto di armamenti): "Tibbets, dobbiamo disarmare manualmente i connettori verdi prima di toccare qualsiasi cosa! Se provo a sbloccarla a forza con il footbar mentre le spine di sicurezza sono inserite, facciamo la fine del fiammifero!"

Io: "Quanto tempo vi serve, Dick?"

Parsons: "Cinque minuti. Ma dobbiamo rimanere in volo perfettamente stabile. Se prendiamo una sacca d'aria o una raffica di vento, il peso sbilanciato della bomba potrebbe strappare il supporto deformato e farla cadere a vuoto o, peggio, farla urtare contro le porte del vano!"

Bob Caron (Mitragliere di coda): "Comandante! Dalla costa si vedono dei bagliori! La contraerea giapponese ha individuato la nostra quota! Stanno prendendo le distanze!"

Io: "Caron, tieni gli occhi aperti. Lewis, mantieni la quota e la velocità. Nessuna manovra brusca. Parsons, Jeppson... avete poco tempo. Togliete i detonatori a quella maledetta cosa e sbloccatela!"

Tensione nel Vano Bombe (Ore 08:20)

L'aria che penetra dalle fessure del vano carichi taglia la pelle come un bisturi. A 30.000 piedi la temperatura è di decine di gradi sotto zero. Parsons e Jeppson lavorano con le mani semicongelate sui cavi di Little Boy.

Cap. William Parsons: "Jeppson, tienimi la torcia dritta! Non vedo un maledetto cavo... Le mie dita non rispondono più!"

Lt. Morris Jeppson: "Uso le pinze, Dick! Stacco le spine di sicurezza rosse per rimettere quelle verdi... Ma il meccanismo di sgancio è piegato, il peso della bomba lo sta letteralmente schiacciando!"

(Dall'esterno dell'aereo arriva un boato cupo: BOOM. Poi un altro, più vicino. Una nuvola di fumo nero da contraerea esplode a poche centinaia di metri dalla nostra ala destra. L'aereo ha un sussulto).

Robert Lewis (Co-pilota): (Urlando nell'interfono) "Paul! Ci stanno inquadrando! La FLAK giapponese si sta avvicinando! Dobbiamo manovrare!"

Io (Tibbets): "No, Bob! Metti i comandi al centro! Se viriamo adesso, il peso sbilanciato di quattro tonnellate strappa il supporto e ci distrugge il vano carichi!" (Premo il microfono) "Parsons! A che punto siete?!"

Parsons: "Disarmata! I connettori elettrici della carica sono staccati, la bomba ora è 'fredda'! Ma siamo ancora incastrati, Paul! Il gancio non molla!"

La Soluzione Disperata (Ore 08:22)

I proiettili della contraerea esplodono sempre più vicini. L'aereo trema. Se un frammento di shrapnel buca la carlinga o colpisce la cordite dentro la bomba, siamo finiti.

Tom Ferebee (Bombardiere): "Paul, fammi andare nel vano con una barra di ferro. Se non funziona l'elettricità, uso la forza bruta."

Io: "Va' con lui, Tom. Ma usate le imbracature! Se quella roba cade e le porte del vano si aprono, vi tira giù tutti!"

(Ferebee si arrampica nel condotto stretto e raggiunge Parsons e Jeppson. Le porte del vano bombe sono parzialmente socchiuse; sotto di loro si vede l'oceano azzurro e minaccioso a diecimila metri di profondità).

Ferebee: "Spostatevi! Inserisco la barra nel leveraggio d'emergenza... Parsons, appena faccio leva, tu sblocca il fermo manuale a martello!"

Parsons: "Al mio tre! Uno... due... TRE!"

(Ferebee si sporge sul vuoto, puntando i piedi sul telaio del B-29, e spinge la barra con tutto il peso del corpo. Un metallico, violentissimo CLANG risuona in tutto l'aereo).

Ferebee: "È ANDATA! L'HO SBLOCCATA!"

La Caduta in Mare (Ore 08:24)

L'Enola Gay fa un balzo improvviso verso l'alto di almeno trenta metri. Il peso di Little Boy è improvvisamente sparito.

Io: "Sganciata! Virata a sinistra, ORA! Giù il muso, pieni motori!"

(Spingo la cloche a fondo e viriamo bruscamente a 150 gradi, allontanandoci dalla costa giapponese e infilandoci in una rotta di discesa rapida verso il Pacifico).

Bob Caron (Mitragliere di coda): "La vedo! Sta cadendo ditta verso il mare... Nessuna esplosione aerea, i detonatori erano staccati!"

(Passano 40 secondi. Poi, a qualche chilometro dalla costa, la bomba impatta con l'acqua ad altissima velocità. Un'enorme colonna d'acqua bianca si solleva dall'oceano, ma nessuna luce accecante, nessun fungo atomico, nessuna onda d'urto).

Theodore "Dutch" Van Kirk (Navigatore): "Nessun innesco... È affondata. Little Boy è nel fondo dell'Oceano Pacifico."

Il Silenzio e l'Incertezza (Ore 08:30)

L'aereo si stabilizza a quota di crociera, lasciandosi alle spalle la contraerea e la costa giapponese. A bordo cala un silenzio quasi spettrale, rotto solo dal respiro affannoso degli uomini nell'interfono.

Lewis: (Si toglie gli occhiali scuri che non sono mai serviti, lasciandoli cadere sul cruscotto) "Gesù Cristo... Ci siamo andati vicini."

Wyatt Duzenbury (Ingegnere di volo): "Paul... Abbiamo il serbatoio quasi a secco per aver tenuto la rotta fissa sotto il fuoco nemico. Ma possiamo ce la facciamo a tornare a Tinian."

Io: (Prendo il microfono della radio a lungo raggio, sintonizzandomi sulla frequenza criptata del Comando Supremo) "Base Tinian, qui Enola Gay. Riservato per il Generale Groves e il Generale Spaatz."

Torre Tinian (Radio): "Qui Tinian, vi riceviamo Enola Gay. Qual è lo stato della missione? Ripeto, qual è lo stato?"

Io: (Guardo Ferebee che rientra in cabina con le mani ricoperte di grasso e i segni del freddo sul viso) "Missione fallita. Anomalia meccanica allo sgancio. Il carico è stato disarmato e rilasciato in mare aperto. Ripeto: carico perduto in mare. Torniamo alla base."

(Dall'altro lato della radio cala un silenzio glaciale. Nessuno parla per diversi secondi).

Torre Tinian (Radio): "...Ricevuto, Enola Gay. Rotta di rientro autorizzata. Trovate un comitato d'accoglienza molto... preoccupato ad attendervi."

L'Atterraggio a Tinian e il Clima da Incubo (Ore 14:30)

La spia rossa della riserva carburante del motore 3 lampeggia interrottamente. L'altimetro scende vertiginosamente mentre le piste dell'isola di Tinian si profilano all'orizzonte. L'atmosfera a bordo non ha nulla del trionfo della storia reale: c'è solo un'ansia cupa e l'odore penetrante di benzina e sudore freddo.

Wyatt Duzenbury (Ingegnere di volo): "Paul, il motore 3 sta pescando dai vapori. Se perdiamo pressione prima del contatto con la pista, andiamo lunghi nella macchia."

Io (Tibbets): "Tieni i comandi saldi, Bob. Flap a 30. Niente errori, portiamo giù questo B-29 intero."

Robert Lewis (Co-pilota): "Carrello giù! Prego solo che i freni non abbiano perso pressione per la manovra forzata..."

(Le ruote toccano l'asfalto di Tinian con un colpo secco e stridente. Il B-29 sbanda leggermente a sinistra mentre il motore 3 si spegne da solo, privo di carburante. Riusciamo a fermare l'aereo quasi alla fine della pista).

Sul piazzale non ci sono cineprese, non ci sono fotografi né folle in festa. C'è un cordone di Polizia Militare armata fino ai denti e tre auto nere del comando generale con i motori accesi.

Il Teso Interrogatorio d'Emergenza (Ore 15:15)

Ci scortano immediatamente in una sala riunioni blindata, sottoterra. L'aria è irrespirabile. Al centro del tavolo c'è il Generale Leslie Groves (capo del Progetto Manhattan) e il Generale Spaatz. Groves ha la faccia viola per la rabbia e la frustrazione.

Generale Groves: (Sbattendo i pugni sul tavolo) "Due miliardi di dollari! Il lavoro di centinaia di scienziati, l'arma che doveva chiudere la guerra... in fondo all'Oceano Pacifico! Tibbets, mi spieghi come diavolo è potuto succedere!"

Io: (Rimanendo impettito, voce ferma ma stanca) "Generale, il solenoide di sgancio dell'innesco elettrico è andato in corto circuito, saldando il gancio d'innesco. Il capitano Parsons e Ferebee hanno dovuto disarmare manualmente i detonatori e forzare lo sblocco con una barra di metallo mentre la FLAK nemica ci bersagliava. Se non l'avessimo sganciata in mare, l'aereo sarebbe precipitato sopra Hiroshima con la bomba armata."

Cap. William Parsons: "Confermo, Generale. L'innesco barometrico si era attivato. Lasciarla sul pilone significava far saltare il B-29 e far cadere l'arma in mano giapponese o farla esplodere in quota senza controllo."

Generale Spaatz: (Si passa una mano sul viso, sconfortato) "Dio Santo... Il Presidente Truman ha appena pronunciato il discorso alla nazione annunciando la nuova arma... e ora non abbiamo niente da mostrare. La bomba è intatta sul fondo del mare?"

Parsons: "No, signore. L'impatto ad altissima velocità con l'acqua salata e la pressione dell'abisso l'hanno distrutta. L'uranio-235 è disperso sul fondale oceanico. Irrecuperabile."

Le Decisioni di Washington e la Nuova Strategia (Ore 20:00)

Linee telegrafiche dirette con la Casa Bianca. Il Progetto Manhattan è sotto shock, ma la macchina bellica non può fermarsi.

Ufficiale d'Intelligence: "Comandante, abbiamo appena ricevuto la trascrizione del dispaccio d'emergenza tra il Segretario alla Guerra Stimson e il Presidente Truman."

DA: COMANDO STRATEGICO TINIAN

A: CASA BIANCA - WASHINGTON

OGGETTO: OPERAZIONE CENTERBOARD - FALLIMENTO MECCANICO

Little Boy perduta in mare. Nessuna esplosione nucleare avvenuta. 

Nessun danno alla città di Hiroshima. 

Strategia di pressione psicologica compromessa.

Le Tre Opzioni per Washington. 


In quella notte drammatica a Tinian, il Comando e gli scienziati del Progetto Manhattan si rendono conto che il piano originale è andato in frantumi. Washington deve scegliere immediatamente tra tre strade rischiose:

Lanciare subito la seconda bomba (Fat Man - al plutonio):

Il problema: Fat Man (stivata sul B-29 Bockscar) utilizza un sistema d'innesco a implosione completamente diverso e molto più complesso. Se anche quella fallisse per un guaio meccanico, gli Stati Uniti rimarrebbero senza bombe atomiche per mesi.

Lanciare un'operazione di disinformazione e copertura:

Dichiarare che il lancio era solo un test, o accelerare la pianificazione dell'Operazione Downfall (l'invasione anfibia del Giappone via terra, stimata con centinaia di migliaia di perdite americane).

Modificare l'attacco su Kokura/Nagasaki con scorta armata:

Usare Fat Man entro tre giorni, ma modificando radicalmente i sistemi di sgancio: niente più automatismi, ma sgancio manuale assistito a bassa quota, accettando il rischio che l'aereo venga abbattuto.

Io: (Guardando la mappa del Pacifico insieme al mio equipaggio) "Uomini, il Generale Groves ha appena confermato. Non c'è tempo per piangere sul latte versato. Ci hanno ordinato di revisionare ogni singolo cavo del Bockscar. Tra tre giorni si vola di nuovo."


Di FabioAndrea e Gemini. 

01 agosto 2026








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